Presentazione Squadre 2019, Dimension Data
Una campagna acquisti di qualità per tornare subito ad essere protagonisti. La Dimension Data è reduce da un 2018 estremamente negativo ed era naturale che in questo autunno intervenisse pesantemente sul mercato, così da dare un messaggio chiaro a tutto l’ambiente. Per farlo si affiderà ad una formazione esperta che, non a caso, sarà la più anziana del WorldTour, anche se i giovani di qualità non mancheranno. Se il compartimento per le volate e per le classiche sembra il più attrezzato, per le corse a tappe le soluzioni sembrano essere ancora un po’ troppo poche, soprattutto se comparate a quelle dei top team. In ogni caso, peggio dello scorso anno sarà difficile fare.
Gli uomini più attesi
Passano gli anni e, anche se il colpo di pedale non è più quello dei giorni migliori, Mark Cavendish continua ad essere il catalizzatore di media e tifosi. Il 2018 dello sprinter britannico è stato in linea con quello della sua squadra, pertanto la voglia di tornare a brillare è tanta. Smaltita la mononucleosi, è inutile dire che l’obiettivo principale sarà ancora una volta il Tour de France, dove la speranza è di avvicinare il più possibile il primato di vittorie di tappa di Eddy Merckx, che lo vede attualmente fermo a 30, a quattro vittorie dal cannibale belga. La squadra sembra poter supportarlo al meglio nelle volate, con i fedelissimi Mark Renshaw e Bernie Eisel, ma anche Lars Bak e Julien Vermote, che sanno come pilotare al meglio i propri capitani, con il secondo potenziale elemento di disturbo nelle classiche del Nord.
Come sempre, nel caso qualcosa dovesse andare storto, è pronto a tappare i buchi Edvald Boasson Hagen, anche lui desideroso di mettersi alle spalle un 2018 opaco. Il norvegese sarà anche uno degli uomini di punta per le classiche del pavé, dove troppo spesso si è espresso in maniera altalenante, non riuscendo mai a rispettare quelle aspettative che si erano create su di lui a inizio carriera. Tra classiche e sprint avrà modo di mettersi in mostra, come primo o secondo coltello: a lui far vedere di avere ancora la lama affilata.
Un altro velocista del team sarà il nuovo arrivo Giacomo Nizzolo che, dopo due anni tribolati con la Trek-Segafredo, vuole tornare a risplendere e soprattutto a vincere. Già negli ultimi mesi del 2018 aveva dato prova di essere nella strada giusta per un pieno recupero fisico, ma correre con continuità una stagione, dall’inizio alla fine, potrà giovargli ulteriormente. Per lui dovrebbero esserci i gradi di velocista della squadra per il Giro d’Italia. L’altro italiano arrivato in autunno è Enrico Gasparotto il quale, nonostante i 36 anni, continua ad avere grandi ambizioni per le classiche delle Ardenne e, visti i risultati degli ultimi anni, sembra averne pieno diritto. Il due volte vincitore della Amstel Gold Race dovrà farsi trovare pronto a primavera, anche se la squadra potrà puntare su diverse alternative.
Il friulano sarà infatti affiancato da Michael Valgren, attuale detentore della Het Nieuwsblad e della Classica della Birra. Il danese aveva dimostrato grandi progressi nel 2018 e, quest’anno, è inevitabile attendersi il grande salto di qualità. L’ex Astana dovrebbe essere il capitano sia per le classiche del pavé che per le Ardenne, dove con Gasparotto e Roman Kreuziger (i tre hanno composto il podio dell’Amstel 2018) potrebbe formare un trio micidiale. Anche il ceco è un rinforzo dello scorso autunno e potrà essere una valida pedina sia per le corse di un giorno che per le corse a tappe. Viste le non numerosissime alternative, l’ex Liquigas potrebbe aver più spazio anche nelle corse di tre settimane, anche se la tendenza delle ultime stagioni è stata maggiormente quella di concentrarsi sulle Ardenne. Altro uomo adatto ai percorsi misti è Tom-Jelte Slagter, che però sembra da qualche anno essere in un limbo che non gli permette di fare il salto di qualità. Vediamo se il 2019 sarà l’anno giusto per vedergli fare uno step in avanti.
Per le corse a tappe la squadra sudafricana si affiderà soprattutto a Louis Meintjes, con il talentuoso Ben O’Connor pronto a sorprendere ancora. Il minuto scalatore ex UAE-Emirates è reduce da un 2018 disastroso che, complice il suo modo di correre sempre passivo, ne ha ridimensionato un po’ la reputazione. Il 23enne australiano, invece, è stata una piacevole sorpresa dello scorso anno ed è un ottimo prospetto per le corse a tappe. Adesso è lecito attendersi una conferma che lo possa elevare a corridore da gare a tappe vero e proprio. Per le vittorie parziali, invece, spazio a Ben King, splendido protagonista dell’ultima Vuelta con due successi in salita, Steve Cummings, sottotono nel 2018, anche per una carta d’identità non proprio dalla sua parte, e Danilo Wyss.
Le giovani promesse
Da questo punto di vista la Dimension Data si è attrezzata bene questo autunno. Il sudafricano Stefan De Bod ha fatto il salto coi grandi dopo tre anni con la formazione satellite. Classe 1996, è un corridore da classiche, che ha vinto lo scorso anno il GP Palio del Recioto e ha ottenuto diversi piazzamenti, dimostrandosi anche un buon cronoman.
Ancora più curiosità desta lo svizzero Gino Mäder, scalatore puro, tra i più promettenti del panorama internazionale. Terzo al Tour de l’Avenir, con una vittoria di tappa annessa, si è imposto anche in una tappa di una corsa semi-professionistica come il Tour of Alsace e in una professionistica vera e propria come il Tour of Hainan, chiuso secondo in classifica generale alle spalle di Fausto Masnada.
Un altro neo-pro è il norvegese Rasmus Tiller, buon passista che potrebbe rivelarsi buon interprete per le classiche del nord in futuro. Ci si attende poi qualche progresso anche da Scott Davies, britannico classe 1995, cresciuto nel Team Wiggins, buon prospetto per le corse a tappe ma che ancora non è riuscito ad ambientarsi tra i professionisti. Dopo un primo anno in cui ha corso soprattutto al servizio dei compagni, potrebbe cominciare a raccogliere qualche frutto a partire dal 2019.
La squadra
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